La Loggia degli Endecasillabi

La nostra missione consiste nel promuovere gli endecasillabi, accostando a ogni sonetto una breve lezione di metrica
 

Pillola azzurra

Memento'ncor l'amico ragazzetto
che anni fa il tedio ave'a fiaccare
e dunque un'avventura'a principiare
in terre de' marchesi del Carretto

Ai tempi della pillol'azzurrina
in compagnia chiunque speculava
e lui'n particolare assai bramava
testar per soddisfare la vagina

Purtroppo lui temendone gli effetti
decise quale cavia andò a testare
serbando l'equilibrio degli affetti

Così d'un bel caprone andò a turbare
processi intestinali allor'perfetti
di sterco un monte andando a'edificare

E lo si andò a gustare
cornuto e drogato "bovide ircus"
tastandoci'l pene'e temendo l'ictus

Poeta-01

Analisi metrica e linguistica

Questo è il primo sonetto di endecasillabi con rima incrociata che ho scritto. L'analisi metrica evidenzia chiaramente lo schema ABBA nelle rime delle due quartine, contrapposto a quello ABAB dei componimenti precedenti. L'effetto ottenuto è una musicalità completamente diversa rispetto a quella a rima alternata delle altre poesie. Si apprezza già dalla lettura della prima quartina l'insorgere di una sorta di "canone" che evidenzia il fraseggio, sostenendo l'intercedere dei versi, in un fluire per nulla cantilenato dovuto alla distanza tra la prima e l'ultima sillaba in rima. Le terzine successive hanno invece la classica rima incatenata già vista nei sonetti precedenti.

Chiude il componimento una coda composta come di consueto da un settenario in rima con l'ultimo verso e un distico di endecasillabi assai ricercato sia per quanto concerne la rima, che per la fabula del sottotesto. Va menzionato inotre il poco consueto far ricorso all'assonanza per ovviare alla spiacevolmente breve sillaba finale del componimento. Occorre ricordare ai lettori che per rima si intende comunemente l'omofonia tra le ultime lettere di una parola, partendo dall'ultima vocale presente. Nelle ultime sillabe quindi avremmo avuto solo la "s" dopo la "u" e in mancanza delle consonanti prcedenti in assonanza ci sarebbe stata una chiusura povera di ritmo del sonetto, eventualità attentamente evitata sfruttando la cosidetta rima per l'orecchio, accostata per di più alla brutale prepotenza dell'intreccio narrativo.

Esegesi e commento del testo

Era il periodo di maggiore visibilità mediatica della pillonetta azzurra, tanto che quando si andava al cesso degli uomini pareva quasi di stare seduti in una odorosa bottega di parrichiere per signore. Non c'era rivista che non ne parlasse, telegiornale che non facesse eco e messaggio indesiderato di posta elettronica che non contenesse qualche offerta speciale del giorno, pronta per te e per il tuo maledetto problema di erezione (che lo avessi o meno non faceva differenza).

Purtroppo in compagnia avevamo tutti un pessimo carattere e non passò molto tempo prima che ci procurassimo una confezione del pillolo (così amavamo chiamarlo affettuosamente) per fare qualche esperimento (scherzo n.d.r.) dei nostri ;) ...in particolare un nostro amico - di cui non faccio il nome per ovvie ragioni di privacy - si scimmiò come un cammello e prese le redini del progetto, perdendo immediatamente dopo il controllo.

Il timore di qualche effetto collaterale (o che qualche fidanzata si accorgesse dei moglioramenti ;) portò l'esperimanto verso una pietosa direzione vivisezionista della quale ancora oggi proviamo abiezione, nonchè pentimento per quell'ignominia degna del pubblico ludibrio (ma mai rivelata fino ad ora ;). Armati di sfrontatezza e indifferenza si pensò di testarla sul "becco" che pascolava mesto dietro casa di uno di noi. L'animale, nonostante una dose da essere umano, non accusò il colpo, anzi ebbe un sussuto al suo quieto metabolismo, ma non sessuale, bensì alle placide viscere che presero a conflagrare detonazioni degne di Iroshima, con annessa produzione di sterco in quantità a dir poco sorprendenti.

Il prestigio in questa favola "noir" alla Don Camillo fu la beffa della festa che si fece alla bestia, la quale, ormai avanti con gli anni, andò incontro al suo ineluttabile destino facendo letteralemente gli onori della tavola. Nessuno di noi però era tranquillo, temendo gli effetti del recente esperimento o forse peggio: la catarsi indefettibile di quella storia istruita con cinico sadismo da quattro balordi che rischiavano il castigo divino per quell'avventura borderline che esordì come un film porno e si concluse in una macellazione. Daltronde: Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit.

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