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Son cento settimane di ginnasio
centocinquanta e oltre di liceo,
toccò sforzarsi in ultimo per'l disio
d'avere noi'ncor salvo il perineo.

La mia favella vol'significare
di quell'esame che atterrisce invero
e tra i docenti pronti a'esaminare
conteggia uno natio del ministero.

Trascorsi'ormai quei giorni assai dolenti
inerpicando una ritorta via
pe'l guaio ormai scampato ben contenti

veloci già da Cairo noi si usci'a
pe'l fato s'incrociò uno dei docenti:
se vive ha'a ringraziar' Santa Lucia

                                                    Poeta-01

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Questo sonetto di endecasillabi può essere agevolmente preso di esempio per studiare un particolare tipo di verso che è estrememante interessante a livello di metrica: l'endecasillabo dattilico. Per ottenere la particolarissima cadenza ritmica del dattilico, l'endecasillabo deve avere esattamente i seguenti accenti (oltre ovviamente a quello sulla decima sillaba che caratterizza sempre il nostro amato verso): la prima, la quarta, la settima. Leggendo il sonetto vi accorgerete immediatamente che il secondo verso è radicalmente differente del primo - e dagli altri - proprio per la sua differente accentatura.
La scelta di questo particolare schema ritmico è stata dettata della necessità di elevare ai massimi livelli la solennità e il tormento che i centocinquanta (e più) giorni di lezione hanno rappresentato, caratteristica peculiare dell'endecasillabo dattilico. Inoltre la lentezza e il senso discendente che infonde non fanno altro che accentualre il senso "a minore" che lo caratterizza (come gia' visto nella prima delle poesie pubblicate).
Una volta compreso appieno il potenziale di questo potentissimo schema metrico, si potrà individuare immediatamente nei diversi componimenti, ogni qualvolta risalterà la prosodia del testo in un cadenzato e musicale intercedere di sillabe incastonate in un firmamento ritmico preciso e terzinato. Va menzionata infine la derivazione dalla metrica classica, dove il dattilo è un piede della poesia greca (e latina) avente come "arsi" una sillaba lunga e come "tesi" due brevi.

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La notte precedente all'esame di maturità è stata raccontata anche in musica da un noto cantautore italiano. Quest'attenzione non è casuale sencondo noi, visto che siamo stati letteralmente consumati per diversi mesi a causa di quella prova. Fortunatamente una volta superato lo scoglio, il conseguente stato si sciallo è stato analogo in termini di potenza e durata, tanto che si arrivò a organizzare un ritiro in un paese in mezzo ai monti dove un compagno di esame aveva una casa.
La dea bendata però riesce ad avere qualche volta il senso del bizzarro e ci ha messi in una situazione a dir poco paradossale: uno dei professori (provenienti da tutta l'Italia a quei tempi) era per caso proprio di fianco alla strada mentre ci stavamo recando verso il nostro ritiro spirituale. Allora fu davvero difficile evitare che il mio amico lo investisse: aveva perso la testa e mi toccò lottare sterzando il volante come in un film d'azione. Sono cose che non si possono dimenticare !!

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