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Era tardi era notte era il Liceo
unica dottrina: cercar'l'imene,
ignudo, abbigliato'o in pareo
o ben raso sul'lido di Fregene.

Non era un vizioso baccanale
ma solo una classe'andata in gita
partimmo dalla torre del Brandale
per stare con il clito tra le dita.

Invero fui sorpreso dal docente
intento a provar di fornicare
fuggendo dal castigo prepotente.

Allora, impudente, per scappare
io corsi da un eroico sonnecchiante
ch´in mia vece si fece rimandare.

Or'per far scontare
delle mie antiche gesta l'imbarazzo
seguita a biasimar'e rompe'r cazzo

                                              Poeta-01

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Questa volta abbiamo il piacere di sottoporre ai nostri visitatori un raro caso di sonetto caudato: una infrequente variazione del nostro amato sonetto di endecasillabi. Come si può intuire facilmente, la differenza sostanziale che intercorre in questo caso sta nella conclusione della composizione: in questo caso sono presenti tre versi aggiuntivi che strutturalmente rappresentano la conclusione del racconto e metricamente hanno caratteristiche completamente difformi dallo scherma standard che tanto amiamo (scrivere e) recitare.
Il primo verso è sempre un settenario, la cui ultima sillaba riprende la rima dell'ultimo verso dell'endecasillabo appena concluso. Gli altri due versi della coda sono un distico di endecasillabi a rima baciata. La rima risulta essere indipendente da quelle del corpo del sonetto vero e proprio. Va sottolineato inoltre che, anche se in questo caso la coda è composta solo da tre versi, esistono componimenti che agganciano al sonetto molti più versi, purchè multipli di tre e obbedienti alla suddetta regola metrica.

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Il componimento si adopera affinchè venga trasmesso quello spirito di trasgressione che accompagnava i giovani adolescenti savonesi in gita scolastica alla loro prima uscita liceale. Per essere precisi si trattava del primo viaggio di istruzione della quarta ginnasio: una gita di una settimana nella capitale con un ricchissimo ventaglio di visite e iniziative culturali, puntualmente sabotate dai soliti incidenti, fughe e deprecabili sabotaggi.
Entrando nello specifico, il nerrato si inquadra in una notte trascorsa all'addiaccio bivaccando in giro per i corridoi o gozzovigliando in gruppo in qualche stanza piena di adolescenti ingrifati. Purtroppo la grandinata, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica, la presenza degli "spagnoli" che volevano vendrci della droga (!) e i professori in panico che rastrellavano i corridoi con mezzi da ghestapo, non facevano altro che innalzare il climax a livelli quasi insostenibili.
Per fortuna la vita non si ferma e l'istinto riproduttivo vince sempre e così i nostri eroi non si sono fatti mancare niente, lasciando a pochi saggi compagni il piacere di riposare. Uno di questi, nel momento del bisogno e' venuto in soccorso, ospitandolo, a un suo compagno, il quale suo malgrado portò il docente (furioso, con gli occhi iniettati di sangue, una visione da inferno dantesco !!) all'uscio del bravo ragazzo. Questi, piuttosto che tradire l'amico, subì minacce verbali che rasentavano reati puniti dalla Convenzione di Ginevra.
Unica nota negativa... Il fedele amico, che tanto fece quella notte, si macchiò (e continua a macchiarsi ancora oggi dopo vent'anni !!) del più turpe dei peccati: rinfacciare al compagno di disavventure che la rimandatura che aveva meritato quell'anno fosse in qualche modo uno strascico di quegli innocenti e risibili incidenti diplomatici romani.

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